Domenica 25 Giugno 2017
   
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Asfalto e

Questa sezione è dedicata a tutto ciò che è attinente al mondo dell'asfalto, spesso in modo sorprendente. Qui infatti convergono notizie curiose, a volte un pò "scomode", altre volte apparentemente lontane dall'oggetto in questione. A questa parte del sito Buonasfalto è affidata una dimensione più esplorativa, all'interno della quale speriamo possiate trovare spunti di riflessione sulla superficie della contemporaneità. 

Tutti vogliono asfaltare tutto

Asfalto e Sicurezza

E da qualche giorno che la stampa segnala le intenzioni dei politici di "asfaltarsi" vicendevolmente.
Forse sarebbe meglio che si preoccupassero di asfaltare l'unica cosa che veramente lo necessita ovvero le nostre strade!

stradaCambiamAsfaltataCorriere9sett13 liasfaltiamoMessaggero16.09.13

 

Civiltà d'asfalto

Asfalto e Cultura

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L'asfalto, prodotto di origine naturale, è stato impiegato fin dai tempi più remoti dall'uomo, che ben presto scoprì le sue ccezionali proprietà e cercò il massimo profitto dal suo uso.
Alla scoperta degli usi e delle fonti dell'asfalto, a partire dalla più remota antichità e fino ai giorni nostri, per conoscere meglio un materiale essenziale che ha accompagnato l'uomo in tutte le fasi della sua esistenza.

Il libro "Civiltà d'Asfalto" scritto dal Prof. Carlo Giavarini, volutamente conciso, semplice e chiaro è stato concepito per diffondere la buona immagine dell'asfalto, inteso come materiale di origine naturale, che da sempre ha accompagnato le attività umane.
Le ridotte dimensioni, la concisione dei singoli capitoli e l'abbondanza di figure a colori, tengono desta l'attenzione del lettore. I singoli capitoli sono indipendenti l'uno dall'altro, sempre al fine di facilitare la lettura. Non si tratta quindi di un libro per specialisti, ma di divulgazione per tutti.

Il manuale è acquistabile da questo link.
Per chi ha piacere di leggere in inglese il rimando è invece a questo link.

 

   

Le miniere della Majella

Asfalto e Cultura

Silvestro Petrini è colui al quale si deve la scoperta di alcune miniere d'asfalto nelle contrade Manopello e San Valentino. Siamo in Abruzzo, precisamente nel versante oreintale della Majella, ricco di rocce asfaltiche già sfruttate in epoca Romana.

Nel 1844 Petrini impianta una piccola industria dove si estrae bitume e lo si raffina fino a trasformarlo in petrolio. Imprigionato dal governo borbonico, potrà riprendere la sua attività solo dopo l'Unità d'Italia. Il figlio Ruggero progetta e dirige l'impianto presso la borgata Scafa di San Valentino, fortemente voluto dalla fondazione Anglo-Italian Mineral Oil and Bitumen Company costituitasi nel 1837 a Londra.

Usando forni da lui progettati Ruggero Petrini estrae il bitume dalla roccia, impiegando come combustibile il minerale stesso e fa acquistare altre miniere alla società. Nel 1889 L'ingegnere Adolfo Reh mette gli occhi sulle miniere abruzzesi e, dopo aver testato la qualità dell'asfalto della Majella in una pavimentazione di Berlino, acquista tutte le concessioni minerarie in loco. Solo dopo la prima guerra mondiale, L'Italia si riappropierà delle società minerarie, costituendo la SAMA (Società Abruzzese Miniere Asfalti) con azionisiti in maggioranza abruzzesi.

 

   

Il bitume oggi nell'arte

Asfalto e Arte

Paolo Picozza, Claudio Fazzini e Luigi Russo Papotto: tre artisti che fanno dell'uso del bitume un segno di identità artistica

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Paolo Picozza, Carte

L'artista Paolo Picozza, purtroppo scomparso da oltre un anno, lo usava come sostanza primaria e base ideale della sua pittura. Per la sua capacità di creare volumi netti e masse ben definite, il bitume è nelle sue opere il protagonista assoluto della scena rappresentata. Attualmente in corso alla Galleria al ferro di Cavallo a Roma una personale dell'artista dove è possibile ammirare sia opere del primo periodo ma anche la produzione più recente.

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Claudio Fazzini, Anatomia dell'assenza

Claudio Fazzini invece crea in maniera “decostruttiva”. Prima compone la figura poi la ricopre con il bitume per “seppellirla”. Infine rimuove alcuni strati pittorici attraverso l'utilizzo di acidi. L'immagine dunque affiora solo dopo un processo di “scavo”.

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Luigi Russo Papotto, Trittico 2009

Luigi Russo Papotto, artista scultore di origini siciliane, nel 2009 nella sua mostra intitolata Bitumi e Ossimori - ha esposto una serie di lavori in cui l’utilizzo del bitume si spinge oltre la scultura in senso lato dove il nero del bitume è segno e non colore.

   

Unguenti...

Asfalto e Cultura

Come dicevamo nel precedente articolo, nel 1721 il medico Eirini d'Eyrinis scrisse il saggio Dissertation sur l'asphalte ou ciment natural nel quale venivano ampiamente trattate le proprietà medicinali curative, antiparassitarie, disinfettanti dell'asfalto e dell'olio da esso ricavato. Congelamenti, scabbia, vaiolo ovino, ulcere, punture, tagli, abrasioni delle zampe dei cavalli: insomma, infinite patologie potevano essere in parte trattate con il bitume. Tanto che gli abitanti delle valli tedesche limitrofe alla Val Travers continuarono per molto tempo ad utilizzare l'olio estratto dalle rocce per preparare unguenti, frizioni antireumatiche e altre cure. Anche se in verità una grande efficacia dei medicinali prodotti nel laboratorio di Eirini non è mai stata dimostrata. Il bitume è senz'altro un ottimo materiale da costruzione per le sue ottime proprietà reologiche, la sua stabilità, la sua inerzia, l'assenza di tossicità. Decisamente più ristretto il suo interesse farmacologico poiché l'unico prodotto di largo uso ricavato dal bitume è l'ittiolo, antifiammatorio per acne e psoriasi.
   

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