Mercoledì 24 Maggio 2017
   
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Asfalto e Cultura

Insolite dichiarazioni d'amore

E' di qualche giorno fa il tormentone diffusosi sul social network più famoso del mondo, Facebook, che segnala dichiarazioni d'amore “en plain air”, molte delle quali “dipinte” sull'asfalto. Il fenomeno delle segnalazioni con tanto di foto che accreditano la prova del lascito amoroso è in progress, tanto da far nascere sul social un vero e proprio personaggio, inventato e dal nome illuminante, “Amori grammaticalmente scorretti”. Ebbene si, l'asfalto è sempre più spesso la nuova tela sulla quale gli innamorati lanciano segnali intrepidi, certo, ma almeno tanto quanto sgrammaticati.

 

Le strade più belle d'Italia? Chiediamolo ai motociclisti

Una strada può essere bella in due sensi: per come è fatta e per l'ambiente che le sta attorno, natura, insediamenti e attrattive storico culturali. Due parametri che sono importanti sempre, ma in particolare quando si ha l'opportunità di passare una o più giornate alla scoperta del nostro meraviglioso paese, uno dei più vari, belli e spettacolari. Particolarmente attivi e attenti, in questo senso, sono i motociclisti, gli utenti della strada che la passione per il veicolo e la sua guida spinge più frequentemente di altri fuori porta (oltre ai ciclisti, ovviamente). Non ci interessa qui approfondire se e quanto le loro corse siano più o meno entro i limiti del codice e della sicurezza, osserviamo soltanto che proprio perché amano la guida e si affidano a due sole ruote, prestano particolare attenzione ai fondi stradali e se ne intendono, così come approfittano della loro passione per dirigersi verso panorami e ambienti più gradevoli e, soprattutto, il meno possibile trafficati.

Ecco quindi che per una carrellata web sulle strade più belle d'Italia, in tutti i sensi, ci siamo affidati proprio ai motociclisti, aggiungendo "per i motociclisti" alla nostra ricerca su google. Il risultato offre siti ovviamente specializzati in "curve e pieghe" ma anche sempre attenti alle condizioni della strada e alla qualità dell'ambiente da esse attraversate, spesso documentate da splendide foto e da suggerimenti enogastronomici. Lo consigliamo a tutti per scegliere nuovi percorsi e mete, vi si trovano ovviamente i più spettacolari e noti passi alpini e appenninici: Stelvio, Sellaronda, Spluga, Col di Tenda, Radici, Abetone, Futa, Terminillo, Campo imperatore ma anche moltissimi passi meno conosciuti e, quindi, forse ancor più tranquilli e affascinanti, come il lunare Passo Rombo, La statale 251 della Val di Zoldo e della Valcellina che permette una istruttiva e coinvolgente visita a Erto e alla diga del Vajont, o il passo del Brattello, o quelli di Viamaggio, Spino e Calla e tantissimi altri poco noti ai più. Oltre a scoprire percorsi inusuali, alternativi alle trafficate e monotone autostrade, e assai più naturali, affidandoci ai motociclisti avremo sempre un loro giudizio sulla affidabilità e sicurezza della strada. Sono senz'altro i migliori collaudatori.

   

Ragusa e l'asfalto

Fondamenta in roccia asfaltica, gradini, scale interne ed esterne, piastrelle, condotte dell'acqua. Un sacco di cose a Ragusa e nei comuni limitrofi sono fatte di calcare bituminoso, asfalto che, anche economicamente parlando, ha fatto la storia di un pezzo di Sicilia. Da qui il minerale veniva esportato per asfaltare le strade, per estrarne olii lubrificanti e combustibili.

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Cinque verità da conoscere sul bitume

Asfalto e Cultura

1 – IL BITUME UN PRODOTTO AFFIDABILE, IMPIEGATO DA TEMPO IMMEMORABILE
Deriva dal petrolio, ma lo si trova anche allo stato naturale
Numerose sono le sue qualità: aderenza, plasticità, impermeabilità, ecc.
L’utilizzo riguarda soprattutto, ma non solo, le pavimentazioni stradali e l’impermeabilizzazione
2 – IL BITUME NON VA CONFUSO COL CATRAME
Il catrame proviene dal carbone
Il catrame è classificato tra i cancerogeni
Da molto tempo il catrame non è più impiegato in campo stradale
3 - NE’ IL BITUME NE’ I SUOI FUMI PROVOCANO IL TUMORE
Il bitume non è classificato cancerogeno
Un lungo e approfondito studio di IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha stabilito non esserci alcun legame tra fumi di bitume e tumori
4 – RISCHI ASSOCIATI ALL’USO DEL BITUME
Possibilità di scottature col prodotto caldo (bastano le protezioni individuali)
Possibile irritazione delle vie respiratorie nell’applicazione in ambienti chiusi (rimedi: ventilazione e mezzi protettivi)
5 – LE CONDIZIONI DI LAVORO SONO SEMPRE PIU’ SICURE
Gli incidenti nei luoghi di lavoro si sono ridotti a un terzo negli ultimi 30 anni
Condizioni di lavoro e sicurezza sono migliorate grandemente e migliorano continuamente

1 – IL BITUME UN PRODOTTO AFFIDABILE, IMPIEGATO DA TEMPO IMMEMORABILE

Deriva dal petrolio, ma lo si trova anche allo stato naturale
Numerose sono le sue qualità: aderenza, plasticità, impermeabilità, ecc.
L’utilizzo riguarda soprattutto, ma non solo, le pavimentazioni stradali e l’impermeabilizzazione

2 – IL BITUME NON VA CONFUSO COL CATRAME

Il catrame proviene dal carbone
Il catrame è classificato tra i cancerogeni
Da molto tempo il catrame non è più impiegato in campo stradale


3 - NE’ IL BITUME NE’ I SUOI FUMI PROVOCANO IL TUMORE

Il bitume non è classificato cancerogeno
Un lungo e approfondito studio di IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha stabilito non esserci alcun legame tra fumi di bitume e tumori

4 – RISCHI ASSOCIATI ALL’USO DEL BITUME

Possibilità di scottature col prodotto caldo (bastano le protezioni individuali)
Possibile irritazione delle vie respiratorie nell’applicazione in ambienti chiusi (rimedi: ventilazione e mezzi protettivi)

5 – LE CONDIZIONI DI LAVORO SONO SEMPRE PIU’ SICURE

Gli incidenti nei luoghi di lavoro si sono ridotti a un terzo negli ultimi 30 anni
Condizioni di lavoro e sicurezza sono migliorate grandemente e migliorano continuamente

   

Asfalto ed erbacce: chi è più cattivo

Il sito che vi vogliamo segnalare giungla sull’asfalto - la flora spontanea delle nostre città, ha molto a che fare con l’asfalto; sia perché le piante spontanee “urbane” di cui si parla ci nascono, sia perché l’asfalto e le cosiddette erbacce muovono nell’immaginario collettivo un sentimento negativo, anche se per ragioni diverse e spesso contrapposte.
C’è infatti chi giudica le piante in questione fuori posto, diverse e quindi “erbacce”, probabilmente solo perché crescono nel l’ambiente urbano - progettato dall’uomo e funzionale alla sua organizzazione sociale - dove anche la natura è costretta in aree: aiuole e giardini, come riserve indiane rigorosamente circoscritte.
Viceversa molti considerano l’asfalto - e quindi la città che esso serve a connettere confortevolmente - come qualcosa di brutto, sporco e cattivo, quasi fosse il simbolo avvilente di un ambiente umano inevitabilmente contrapposto alla natura, quando forse la soluzione non è nella contrapposizione ma in una sintesi più sostenibile e funzionale tra tecnologie umane ed ambiente naturale.
Anche il sito giunglasullasfalto.it, che pur offre interessanti spunti sul tema della diversità e riflette sulle etichette assegnate alla categoria “dell’insolito” inciampa quindi in luoghi comuni negativi assegnati all’asfalto. Peccato: perché sono proprio le guaine bituminose che oggi permettono a più verde e alberi di vivere in città, addirittura sui tetti, con notevoli vantaggi ambientali ed economici per tutti. Perché l’asfalto, per le tante ragioni che il sito buonasfalto approfondisce, è la soluzione migliore in termini di impatto ambientale, salute, sicurezza, economia e comfort. Lo diciamo anche alle erbacce, che criticano l’asfalto su cui crescono e lo accusano. Esattamente come altri criticano loro.

 

   

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