Venerdì 20 Ottobre 2017
   
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Asfalto che non c'è: cifre preoccupanti

Il sole 24 ore ha recentemente pubblicato dati allarmanti sul crollo della produzione di bitume e del conglomerato bituminoso; negli ultimi cinque anni per quest'ultimo si è registrata una flessione del 35%: nel 2006 infatti i milioni di tonnellate di conglomerato prodotto erano 44,3, nel 2010 sono stati 29. Considerando che – come sostiene il presidente SITEB Carlo Giavarini – per un livello minimo di manutenzione delle strade l'Italia avrebbe bisogno di 40 milioni di tonnellate, il calo produttivo è a dir poco preoccupante.


 

Tutto ovviamente nasce dal calo di risorse a disposizione degli enti locali e quindi dal costante ribasso degli importi da questi dedicati alle eventuali opere di manutenzione. Ma questo quadro è ulteriormente peggiorato dalla prassi delle gare d'appalto al massimo ribasso, in questo modo infatti si sceglie la bassa qualità condannandosi di fatto a spendere di più nel tempo, per avere subito meno sicurezza e più buche, ma soprattutto si condanna il paese ad ignorare l'evoluzione tecnologica o ad applicarla solo per poche centinaia di metri e unicamente a titolo "sperimentale". I circa 500.000 km di strade asfaltate del paese sono così destinati a collassare, e lo stesso rischio corre la parte più innovativa ed avanzata delle imprese del settore, proprio quelle che saprebbe invece offrire più qualità, prestazioni e sostenibilità anche economica.

 


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