Martedì 22 Agosto 2017
   
Text Size

Asfalto e

Questa sezione è dedicata a tutto ciò che è attinente al mondo dell'asfalto, spesso in modo sorprendente. Qui infatti convergono notizie curiose, a volte un pò "scomode", altre volte apparentemente lontane dall'oggetto in questione. A questa parte del sito Buonasfalto è affidata una dimensione più esplorativa, all'interno della quale speriamo possiate trovare spunti di riflessione sulla superficie della contemporaneità. 

Allarme ONU sulla sicurezza stradale nel mondo

Asfalto e Sicurezza

Allarme ONU sulla sicurezza stradale nel mondo
In base alle sue analisi sui trend di sviluppo sia della rete stradale globale che dei veicoli in circolazione, l’ONU osserva ed avverte che il rischio di morte a causa di incidenti sulle strade è destinato a crescere sensibilmente, tanto che senza adeguati interventi potrebbe divenire, nel 2030, la quinta causa di morte a livello globale.
Lo ha recentemente ricordato il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, proprio al lancio ufficiale in Italia del Decennio di iniziative 2011-2020 indette dall'Onu per la Sicurezza Stradale.
All'evento, organizzato dall'Aci, dal Ministero della salute e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tutti si sono dichiarati concordi nel dichiarare che l’Italia si impegna a rispettare ciò che l’Onu suggerisce di fare da qui al 2020, in particolare prendendo in considerazione i "5 Pilastri" indicati dall'ONU, ovvero intervenendo sulle aree che possono ridurre od evitare questo rischio, individuate dall'ONU in:
Gestione della sicurezza stradale
Strade e mobilità
Veicoli
Utenti della strada
Gestione del post-incidente
L'Italia si impegna quindi: ad elaborare strategie per la sicurezza stradale che individuino precisi obiettivi, piani per raggiungerli e un costante monitoraggio che ne misuri l'efficacia; a favorire e promuovere l'adozione su ogni categoria di veicoli delle più avanzate ed efficaci tecnologie di sicurezza attiva e passiva; a promuovere azioni informative e didattiche sugli utenti della strada che rendano più consapevoli, attenti e sicuri i comportamenti su strada di tutti, dai pedoni agli automobilisti, passando ovviamente per le due ruote; quindi di migliorare le misure di soccorso post incidente, sia in termini di tempestività dell'intervento delle strutture pubbliche preposte, che di educazione dei cittadini per i comportamenti più adeguati da tenere in questi casi con le persone coinvolte, e per evitare che il primo incidente ne inneschi altri a catena.
Ovviamente, dei 5 pilastri individuati dall'ONU quello che interessa di più buonasfalto.it è l'area "Strade e mobilità", visto che la realtà dei fatti oggi in Italia e gli investimenti sulla rete sono in grave controtendenza con le esigenze di sicurezza indicate dai piani ONU. La generale crisi economica che caratterizza questo periodo impone senz'altro maggiore attenzione nelle spese, ma questo non deve e non può significare un taglio indiscriminato a manutenzione, efficienza e sicurezza della rete stradale, quanto piuttosto l'individuazione e la scelta di tecniche e piani che combinino, ottimizzandoli, manutenzione e riqualificazione della rete esistente e realizzazione di nuove opere. Non si tratta quindi di spendere di più, ma solo di spendere meglio e con più efficacia applicando finalmente quelle tecnologie più sicure, resistenti e sostenibili che possono nel tempo ridurre sia le spese che gli incidenti. Cosa che però non si ottiene certamente con la logica delle gare al massimo ribasso, il cui unico risultato è di ridurre qualità, sicurezza e durata utile di vita delle strade così "comprate".  Siteb e i suoi associati sono già tecnologicamente ed eticamente pronti a fare la loro parte per la sicurezza dei cittadini, ma lo stato e gli enti pubblici per primi devono considerare, come ha ricordato proprio il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, che per ogni euro investito in sicurezza avremo risparmi in costi sociali di 20 euro e significativi miglioramenti della qualità della mobilità".
Insomma, le superfici stradali sicure e durature esistono, e sceglierle costa anche meno che comperare buche, e rifare le strade costa molto di più che mantenerle in efficienza.
buonasfalto a tutti
In base alle sue analisi sui trend di sviluppo sia della rete stradale globale che dei veicoli in circolazione, l’ONU osserva ed avverte che il rischio di morte a causa di incidenti sulle strade è destinato a crescere sensibilmente, tanto che senza adeguati interventi potrebbe divenire, nel 2030, la quinta causa di morte a livello globale.

Lo ha recentemente ricordato il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, proprio al lancio ufficiale in Italia del Decennio di iniziative 2011-2020 indette dall'Onu per la Sicurezza Stradale. All'evento, organizzato dall'Aci, dal Ministero della salute e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tutti si sono dichiarati concordi nel dichiarare che l’Italia si impegna a rispettare ciò che l’Onu suggerisce di fare da qui al 2020, in particolare prendendo in considerazione i "5 Pilastri", ovvero intervenendo sulle aree che possono ridurre od evitare questo rischio, individuate dall'ONU in:
  1. Gestione della sicurezza stradale
  2. Strade e mobilità
  3. Veicoli
  4. Utenti della strada
  5. Gestione del post-incidente


L'Italia si impegna quindi: ad elaborare strategie per la sicurezza stradale che individuino precisi obiettivi, piani per raggiungerli e un costante monitoraggio che ne misuri l'efficacia; a favorire e promuovere l'adozione su ogni categoria di veicoli delle più avanzate ed efficaci tecnologie di sicurezza attiva e passiva; a promuovere azioni informative e didattiche sugli utenti della strada che rendano più consapevoli, attenti e sicuri i comportamenti su strada di tutti, dai pedoni agli automobilisti, passando ovviamente per le due ruote; quindi di migliorare le misure di soccorso post incidente, sia in termini di tempestività dell'intervento delle strutture pubbliche preposte, che di educazione dei cittadini per i comportamenti più adeguati da tenere in questi casi con le persone coinvolte, e per evitare che il primo incidente ne inneschi altri a catena.
Ovviamente, dei 5 pilastri individuati dall'ONU quello che interessa di più buonasfalto.it è l'area "Strade e mobilità", visto che la realtà dei fatti oggi in Italia e gli investimenti sulla rete sono in grave controtendenza con le esigenze di sicurezza indicate dai piani ONU.
La generale crisi economica che caratterizza questo periodo impone senz'altro maggiore attenzione nelle spese, ma questo non deve e non può significare un taglio indiscriminato a manutenzione, efficienza e sicurezza della rete stradale, quanto piuttosto l'individuazione e la scelta di tecniche e piani che combinino, ottimizzandoli, manutenzione e riqualificazione della rete esistente e realizzazione di nuove opere.
Non si tratta quindi di spendere di più, ma solo di spendere meglio e con più efficacia applicando finalmente quelle tecnologie più sicure, resistenti e sostenibili che possono nel tempo ridurre sia le spese che gli incidenti. Cosa che però non si ottiene certamente con la logica delle gare al massimo ribasso, il cui unico risultato è di ridurre qualità, sicurezza e durata utile di vita delle strade così "comprate".  Siteb e i suoi associati sono già tecnologicamente ed eticamente pronti a fare la loro parte per la sicurezza dei cittadini, ma lo stato e gli enti pubblici per primi devono considerare, come ha ricordato proprio il presidente dell’Aci Enrico Gelpi, che per ogni euro investito in sicurezza avremo risparmi in costi sociali di 20 euro e significativi miglioramenti della qualità della mobilità".Insomma, le superfici stradali sicure e durature esistono, e sceglierle costa anche meno che comperare buche, e rifare le strade costa molto di più che mantenerle in efficienza.
Buonasfalto a tutti

 

Buonasfalto ottimizzato per smartphone

Asfalto e Tecnologie

Siamo lieti di comunicarvi che ora buonasfalto è ottimizzato per il mobile.
Attraverso il  vostro smartphone potete quindi navigare su questo sito come dal computer di casa vostra.
Buonasfalto cerca di rispondere all’esigenza del crescente popolo internauta che sceglie e sempre più spesso necessita di reperire informazioni quando è in movimento.
I visitatori che già ci hanno raggiunto con tecnologia smart phone sono informati: alla prossima visita troveranno un buonasfalto più chiaro anche con loro, ma non solo; ora che abbiamo scoperto di avere anche un'utenza mobile, provvederemo a considerare e ricercare, oltre ai contenuti informativi, più contenuti di servizio utili anche per chi è già in viaggio.
In fondo, buonasfalto, nasce in tutti i sensi per favorire chi si muove, no?

   

Photole Decorating

Asfalto e Arte

micro-giardinoLondra e San Francisco le riempiono di fiori e piantine, Parigi di fili colorati. Parliamo di buche nell’asfalto, protagoniste questa volta dell’’ultima espressione di guerriglia artistica in arrivo da grandi metropoli con l’intento, non tanto di risolvere tecnicamente il problema, quanto di esorcizzarlo con ironia e fantasia, facendo riflettere anche sulla possibilità di vivere in modo diverso la strada. Nessuno infatti può pensare che queste belle e scenografiche macchie di colore che spezzano la continuità di strade e marciapiedi siano una buona soluzione di manutenzione; anzi, quasi si presentano come elementi di rottura definitiva e forse un pò provocatoria che invitano l’automobilista o il pedone a fermarsi, senza investirle.

Un bel modo di “sollecitare” e invitare alla manutenzione che, soprattutto per quanto concerne le strade a scorrimento veloce, deve essere sicura ed efficace.

 

Micro giardino allestito nel quartiere di Shoreditch a Londra

 

   

Asfalto ed erbacce: chi è più cattivo

Asfalto e Cultura

Il sito che vi vogliamo segnalare giungla sull’asfalto - la flora spontanea delle nostre città, ha molto a che fare con l’asfalto; sia perché le piante spontanee “urbane” di cui si parla ci nascono, sia perché l’asfalto e le cosiddette erbacce muovono nell’immaginario collettivo un sentimento negativo, anche se per ragioni diverse e spesso contrapposte.
C’è infatti chi giudica le piante in questione fuori posto, diverse e quindi “erbacce”, probabilmente solo perché crescono nel l’ambiente urbano - progettato dall’uomo e funzionale alla sua organizzazione sociale - dove anche la natura è costretta in aree: aiuole e giardini, come riserve indiane rigorosamente circoscritte.
Viceversa molti considerano l’asfalto - e quindi la città che esso serve a connettere confortevolmente - come qualcosa di brutto, sporco e cattivo, quasi fosse il simbolo avvilente di un ambiente umano inevitabilmente contrapposto alla natura, quando forse la soluzione non è nella contrapposizione ma in una sintesi più sostenibile e funzionale tra tecnologie umane ed ambiente naturale.
Anche il sito giunglasullasfalto.it, che pur offre interessanti spunti sul tema della diversità e riflette sulle etichette assegnate alla categoria “dell’insolito” inciampa quindi in luoghi comuni negativi assegnati all’asfalto. Peccato: perché sono proprio le guaine bituminose che oggi permettono a più verde e alberi di vivere in città, addirittura sui tetti, con notevoli vantaggi ambientali ed economici per tutti. Perché l’asfalto, per le tante ragioni che il sito buonasfalto approfondisce, è la soluzione migliore in termini di impatto ambientale, salute, sicurezza, economia e comfort. Lo diciamo anche alle erbacce, che criticano l’asfalto su cui crescono e lo accusano. Esattamente come altri criticano loro.

 

   

Gli insalubri: se li conosci smetti di temerli e li usi bene

Asfalto e salute

Il Bitume è probabilmente la sostanza più “verde” tra quelle che si ottengono dal petrolio, solo che è nero, quindi viene facile vederlo “brutto, sporco” e quindi anche “cattivo”, mentre di “sua sorella” benzina, senz’altro più “raffinata e potente” fanno uso tutti lamentandosi solo del prezzo, ma seppur “volatile” lei non è mica angelica: l’inquinamento atmosferico urbano viene infatti soprattutto dai combustibili per riscaldamento, autotrazione, ecc.
Anche in questo caso come in molti altri è quindi soprattutto questione di percezione e pregiudizio da una parte e di logica dall’altra. Vi forniamo in tal senso un documento tutto sommato molto “divertente” e soprattutto istruttivo. Si tratta dell’elenco delle “Industrie insalubri”, che segnala alle autorità locali quali lavorazioni possono risultare inopportune o potenzialmente pericolose all’interno dei centri abitati. Vi stupirà trovare al suo interno  categorie di lavorazioni relative a: carni di suino e formaggi (li mangiamo!), o detergenti, acqua ossigenata e cosmetici (li usiamo quotidianamente e conserviamo nel bagno!), o lino, seta e altre fibre tessili (le indossiamo!). Oltre naturalmente al bitume su cui invece, e giustamente, camminiamo. Certo che il taleggio me lo mangio volentieri mentre il bitume no, ma leggere questo elenco aiuta a ridimensionare e meglio precisare paure spesso infondate.

   

Pagina 3 di 6


Logo buonasfalto

SITEB Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade
Via G. A. Guattani n. 24 - 00161 ROMA
C.F. 97008260586 - © 2011 buonasfalto.it

buonasfalto è un'ideaLogo Siteb

Area riservata