Domenica 25 Giugno 2017
   
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Asfalto e

Questa sezione è dedicata a tutto ciò che è attinente al mondo dell'asfalto, spesso in modo sorprendente. Qui infatti convergono notizie curiose, a volte un pò "scomode", altre volte apparentemente lontane dall'oggetto in questione. A questa parte del sito Buonasfalto è affidata una dimensione più esplorativa, all'interno della quale speriamo possiate trovare spunti di riflessione sulla superficie della contemporaneità. 

Asfalto: si chiama così anche un blog di gente che lo conosce davvero troppo bene. E sta per chiudere.

Asfalto e Cultura

blog dell'asfalto

Partiamo da un blog, si chiama Asfalto e sta per chiudere. Non è un blog contro o a favore di qualcosa, ma un blog oggettivo che parla di qualcosa, la strada, guardandola con gli occhi della gente che sull’asfalto vive e che sente la strada come propria dimora.

 

Questo modo diverso di pensare l’asfalto ci aiuta a sottolineare ancora una volta l’approccio di buonasfalto, “aperto” verso i tantissimi usi che le persone fanno della materia asfalto, non a caso definito "il carattere della città" nella XX Triennale di Milano - curata da Mirko Zardini - che per prima ha offerto, già nel 2003, “ ... una lettura trasversale delle trasformazioni urbane tramite la storia di un materiale tanto diffuso quanto invisibile”.

 

Ci piace quindi dedicare il primo articolo ad un materiale così “invisibile” e dimenticato dai cittadini normali, presi e indaffarati, cominciando da persone altrettanto “invisibili”: quei “senza fissa dimora” che pure condividono con noi lo spazio urbano costretti a farne, di fatto, la loro casa.

 

 

Lo spunto ci è venuto dallo scoprire, in rete, l’esistenza di un blog che si chiama Asfalto, autodefinito “il blog delle persone senza dimora”, e prodotto dalla cooperativa bolognese La Strada (altra significativa coincidenza) come utile prodotto finale di attività e corsi di informatica dedicati a ex tossicodipendenti e disagiati, frequentatori del “centro diurno” di via Del Porto, a Bologna, con l’obiettivo di favorire anche il loro reinserimento lavorativo e sociale. Chi fosse interessato a maggiori informazioni su questa iniziativa, può trovarle suhttp://viadelporto.splinder.com/.

 

Nato nel 2006, Asfalto è stato il primo blog italiano con una redazione di strada. Con oltre 70 membri, centinaia di argomenti letti e discussi in oltre 125 mila contatti totali Asfalto ha “cercato di raccontare la strada e i margini della condizione umana”, anche per cercare di facilitare comunicazione e reciproco rispetto/comprensione tra i “diversi” utilizzatori delle strade cittadine, che a buonasfalto piace raccontare anche come “ruote” diverse su uno stesso asfalto: quelle delle auto o dei passeggini dei bimbi da una parte, e quelle dei carrelli da supermercato pieni di cartoni e qualche “fortunosa” coperta dall’altra.

 

Come si potrà notare dallo scatto che riportiamo, il mancato rinnovo dei finanziamenti all’iniziativa ha portato volontari e promotori, nel settembre 2010, a mettere provocatoriamente “in vendita” su e-bay per 15.000 euro questo blog, che era riuscito anche ad offrire know-how, metodi, obiettivi, colleghi e orari a chi sulle strade si trova, altrimenti, fin troppo libero e troppo solo.

Ci è sembrato pertanto giusto, proprio per la funzione di collegamento che buonasfalto svolge tra chi lavora con il bitume e tutti coloro che ne usano i risultati, segnalare al pubblico e alle imprese del settore questa storia, che potrebbe anche trasformarsi in una buona idea per una iniziativa di PR dall’indiscutibile valore etico e per di più straordinariamente in tema con un settore che sa fare strade confortevoli ma certamente non per dormirvi, quanto per andare, tutti, più avanti.

 

Futurismo olandese

Asfalto e Tecnologie

Vi avevamo già parlato di come la tecnologia dell’asfalto offra soluzioni di manutenzione veloci, in grado di ammortizzare i tempi di posa e conseguentemente quelli dei lavori in corso. Immaginate quali vantaggi potrebbe arrecare una strada prodotta in fabbrica, avvolta in rocchetti e srotolabile come un tappeto. Una strada quindi “d’asporto”, che non solo può essere installata e disinstallata in fretta, di notte, senza fermare il traffico, ma che una volta consumata si può riavvolgere e riparare.

 

L’idea arriva dal Ministero dei Trasporti Olandese che, all’interno di un programma avanguardistico ampio e articolato dedicato alle strade del futuro, ha studiato il modo di attaccare questa superficie stradale - comoda e innovativa - con le microonde. Vale lo stesso principio di funzionamento nei forni: le microonde scaldano e sciolgono la parte inferiore del manto stradale facendolo aderire al terreno sottostante.

 

Il programma RttF (Roads to the Future) è particolarmente interessante per l’approccio innovativo e coraggioso con il quale vengono portate avanti idee che arrivano da tutti i possibili collaboratori esterni - commerciali, esperti, utenti delle strade, ecc. - e che, una volta sviluppate, divengono progetti-pilota concreti. Presto ve ne segnaleremo altri.

 

 

   

La strada, verso l’arte: arte parcheggiata e asfalto che scorre

Asfalto e Arte

park art torino

Parliamo di un progetto, già sperimentato all’estero e in diverse città italiane come Milano, Torino, Genova, Firenze, Bologna e molte altre. Il suo nome è Park art e nasce con l’intento di cambiare funzione allo spazio e ricontestualizzarlo. Un pezzo di asfalto normalmente adibito a sosta viene occupato legalmente attraverso il consueto versamento del pedaggio e anziché parcheggiarci l’auto, vi si espongono temporaneamente creazioni artistiche. Da parcheggio a mostra temporanea, una galleria urbana di cui lo stesso asfalto diventa co-protagonista. Un’attività transitoria prende vita, molto diversa da quella dettata dalla mobilità urbana, ma che pur sempre si appoggia allo stesso palcoscenico: l’asfalto.

Un altro modo diverso e inaspettato di guardare e fruire dell’arte ma anche di pensare l’asfalto, infrastruttura che nel caso di Park art trasforma il suo valore d’uso in quello di una galleria d’arte, aperta alla luce del sole e al pubblico dei passanti, e in altri casi viene pensato e trasformato direttamente in strumento capace di disegnare il paesaggio e opera d’arte esso stesso.

È ciò che ha fatto l’artista olandese Henk Hofstra versando 4 mila litri di vernice blu sull’asfalto di una via del centro della città di Drachten, in Olanda. Più di un km di “acqua” che sposa la strada, trasformandola in un fiume che è percorribile esattamente come prima, ma molto più denso di significato. Si perde la distinzione tra naturale e artificiale, la strada oltre alla sua funzione originaria offre emozioni nuove e acquista una dimensione evocativa che rimanda alla vita che scorre.

Park-Art, Torino 2010 
Foto tratta da http://www.facebook.com/pages/I-Park-Art/189748118294

 

   

Città più verdi, naturali e vive grazie al bitume

Asfalto e Sostenibilità

tettoverdeLa città, allargandosi, ha sempre inesorabilmente trasformato il verde in cemento. Una conseguenza finora inevitabile che proprio la possibilità di più sicure impermeabilizzazioni offerta oggi dalle membrane bitume polimero può cancellare, permettendo di ricostruire sul tetto dell'edificio proprio quel verde che l'edificio stesso altrimenti copre e cancella. Tetti e città possono oggi essere naturalmente verdi, come non lo sono mai state fino ad oggi, portando molti altri vantaggi sociali, ambientali ed economici.
Oggi si possono infatti realizzare in tutta sicurezza, anche sulle sommità degli edifici, prati di varie tipologie o anche giardini veri e propri completi di alberi. Infatti per i tetti, i cortili e le pareti di palazzi privati, garages, parcheggi, hotels, aziende e officine, capannoni, centri fieristici, cliniche, impianti sportivi, il verde cosiddetto pensile non ha solo un ruolo estetico e di miglioramento dell’inserimento paesaggistico dell’edificio ma può svolgere importanti funzioni di utilità diretta, anche con precise e quantificabili ricadute economiche. La prima di queste riguarda proprio la membrana, la cui funzione impermeabilizzante e vita utile sono notevolmente prolungate proprio dall'uso sotto uno strato di terra, che pone al riparo da stress termici, radiazioni UV, gelo e altri azioni chimico/fisiche dannose.
   

Come è fatta la membrana bitume polimero

Asfalto e Tecnologie

schema-membranaCome mostra la figura, gli elementi costitutivi delle membrane bitume polimero sono:

1) la finitura della faccia superiore, dalla quale dipendono le caratteristiche di resistenza superficiale del prodotto finito. Può essere costituita da scaglie di ardesia (anche colorate), talco, sabbia, tessuto non tessuto in propilene, film di polietilene.

2) la mescola, ovvero la parte impermeabile della membrana costituita da una miscela di vari componenti: bitume distillato, polimeri elastomerici e/o plastomerici, additivi, tutti in percentuali variabile a seconda delle caratteristiche e dalle scelte dei produttori.
Mediamente, il 40-70% della mescola è costituita da bitume, la restante parte da polimeri e additivi.

3) l’armatura, che è la struttura portante della membrana in quanto forma l’ossatura interna attorno alla quale si va a distribuire in modo omogeneo la mescola, realizzando un accoppiamento mirato al miglioramento delle caratteristiche meccanico - strutturali del prodotto finito.

4) la finitura della faccia inferiore, che va a diretto contatto con la superficie su cui si vuole stendere la membrana impermeabilizzante. Normalmente è costituita da un film termoplastico che, fuso a fiamma durante la messa in opera dei teli bituminosi, si ritrae scoprendo la mescola bitume polimero che funge da collante.

   

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