Venerdì 20 Ottobre 2017
   
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Emissioni: l'asfalto è nulla rispetto al traffico

tubi-scaricoUn recente progetto di ricerca del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (progetto n°1266 - Procedure tecniche e buone prassi operative nella prevenzione dei rischi chimici connessi con le attività di produzione e stesa dei conglomerati bituminosi), ha messo a fuoco le modalità operative delle fasi di lavoro previste dai due cicli tecnologici (produzione e stesa) ed esplicitato le caratteristiche chimiche, chimico-fisiche e tossicologiche dei vari materiali utilizzati, con particolare riferimento al bitume e ai suoi fumi (emessi nello svolgimento delle lavorazioni a caldo).


L’obiettivo era inquadrare gli eventuali rischi lavorativi connessi con lo svolgimento delle attività di produzione e stesa dei conglomerati e in particolare al fine di definire la possibile insorgenza di un rischio chimico connesso con l’esposizione agli idrocarburi policiclici, provenienti da specifiche emissioni (fumi di bitume, aerosoli di condensazione di oli minerali, scarico dei motori a combustione interna, ecc). Questo lavoro conferma i dati di vari altri studi internazionali: nei cantieri stradali è di gran lunga preponderante l'effetto del traffico veicolare circostante e del movimento degli automezzi del cantiere, rispetto alle ridotte emissioni da parte dell'asfalto steso.
I CONGLOMERATI "MANGIASMOG" - GROUTED MACADAM: un particolare tipo di trattamento basato sull'impiego di biossido di titanio permette di assorbire parte degli inquinanti dell'atmosfera prodotti dal traffico veicolare, mediante un processo fotocatalitico - il processo è basato sulla proprietà di determinate sostanze di assorbire i gas inquinanti dell'atmosfera in presenza di radiazioni luminose.


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