Mercoledì 24 Maggio 2017
   
Text Size

Il Bitume Health Symposium di Roma

Il convegno, tenutosi a Roma il 17 novembre 2009 e organizzato da tutti i settori dell’industria del bitume, si è posto l’obiettivo di informare i responsabili delle aziende e gli addetti ai lavori circa le conclusioni degli studi condotti sul bitume negli ultimi 15-20 anni. Di seguito, i punti salienti emersi al convegno.

Assorbimento dermico

In diversi paesi sono stati effettuati studi sull’assorbimento dermico del bitume; gli esperimenti hanno dimostrato che i metaboliti urinari sono in buona correlazione con l’esposizione ai poliaromatici. L’esposizione dermica è più alta nelle mani. È stata misurata anche la forte influenza dei fumi dei motori diesel (gasoli) sull’assorbimento, usando come confronto il biodiesel. I risultati dimostrano che il diesel e altri contaminanti hanno un effetto molto superiore a quello del bitume. Il biodiesel risulta, da questo punto di vista, un combustibile migliore del gasolio. I vecchi metodi impiegati per misurare l’effetto dei fumi di bitume sulla pelle non sono rappresentativi in quanto i fumi erano ottenuti a temperature eccessivamente alte (>300° C) e spesso spalmati caldi sulle cavie. Dopo varie prove è stato stabilito che l’irritazione gioca un ruolo molto importante sullo sviluppo di tumori della pelle: se non c’è irritazione, non ci sono tumori. I fumi del bitume hanno un intervallo di distillazione simile a quello del gasolio. Applicazioni sulla pelle delle cavie, fatte per due anni consecutivi, non hanno causato una risposta cancerogena.

Assorbimento per inalazione

Gli esperimenti hanno dimostrato che l’assorbimento per inalazione di diesel è molto più forte rispetto a quella di bitume e si è altresì visto che le varie protezioni contro l’inalazione fanno poco, mentre più importante è la protezione dermica.

Confounders

Sono così chiamate quelle sostanze che comportano disturbi ed errori quando si vuole misurare l’effetto del bitume sulla salute, ossia fumi di tabacco, benzene, catrame di carbone, pece di catrame, fumi di gasolio, alcool, asbesto, sabbia quarzifera delle sabbiature.
Per quanto riguarda il fumo di tabacco, la percentuale dei fumatori è diminuita dell’80% dal 1950 al 2000. I lavoratori del bitume fumano mediamente più degli altri ( +5-10%). Confrontando differenti metodi di campionamento relativi alle emissioni del bitume caldo, si è potuto constatare come vi possano essere differenze significative imputabili ai confounders.

Conclusioni

  • Sia relativamente all’inalazione che all’esposizione dermica, non è stata trovata alcuna evidenza di correlazione tra tumore e bitume per pavimentazioni; non ci sono altre evidenze di tossicità; i fumi del bitume non sono cancerogeni e nemmeno mutagenici;in alti dosaggi, i fumi di bitume possono produrre irritazioni, leggere e reversibili, del sistema respiratorio superiore;
  • i risultati raccolti in varie indagini sono sempre inferiori ai limiti Tvl (il Tvl è la soglia per esposizioni occupazionali di 8 ore);
  • non c’è associazione tra inalazione dei fumi ed esposizione dermica;
  • il ruolo dei confounders (diesel, silice, oli lubrificanti) è molto importante nel valutare l’esposizione;il fumo di tabacco è di gran lunga il più importante dei confounders per la valutazione del tumore al polmone;
  • i lavoratori dell’asfalto non presentano una mortalità più alta degli altri lavoratori;
  • l’uso del catrame di carbon fossile aumenta la mortalità per tumori al polmone;
  • non ci sono rischi di tumore in condizioni di lavoro normali;
  • attenzioni e precauzioni per la sicurezza dei lavoratori hanno ulteriormente ridotto negli ultimi anni i rischi di esposizione.

Logo buonasfalto

SITEB Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade
Via G. A. Guattani n. 24 - 00161 ROMA
C.F. 97008260586 - © 2011 buonasfalto.it

buonasfalto è un'ideaLogo Siteb

Area riservata