Mercoledì 24 Maggio 2017
   
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Di sicuro la superficie stradale deve...

Offrire aderenza

Quanto l'aderenza sia indispensabile alla guida dovrebbe essere chiaro a tutti. Ma bisogna avere frenato sul ghiaccio e visto l'ostacolo che continua a venirti incontro indisturbato, per essere davvero consapevoli del meraviglioso dono dell'aderenza, che di solito ci è dato dalle nostre strade, garantendoci tenuta e traiettorie corrette anche in curva e spazi di frenata sufficientemente ridotti.
L'aderenza dipende dall'attrito tra pneumatico e strada, quindi dalla scabrosità di questa, in particolare dalla tessitura superficiale e dalle microasperità presenti sulle superfici degli inerti impiegati nel conglomerato, che "si conficcano" nella gomma. Non a caso per gli strati di asfalto a contatto con i pneumatici, i pietrischi devono essere duri, resistenti, e non levigabili.


 

È proprio questo il fattore che rende l'asfalto assai più efficiente e sicuro del cemento nelle pavimentazioni stradali, innanzitutto perché la superficie in cemento risulta naturalmente più liscia, e viene pertanto appositamente irruvidita con microscanalature e zigrinature; poi perché anche la scabrosità superficiale del pietrisco, nel tempo, viene ridotta e levigata dalla continua e ripetuta azione dei pneumatici. Una erosione che nelle strade in cemento è nettamente più rapida, essendo il pietrisco fissato nella forte rigidità della massa di calcestruzzo, mentre nelle strade in asfalto tale fenomeno è rallentato e ridotto perché l’inerte tende ad assecondare il pneumatico e si muove leggermente, grazie alla viscoelasticità del bitume.

 


Pietra e cemento: quando l'aderenza va, e non sa più come tornare


L'azione del traffico è comunque tale da ridurre nel tempo rugosità, attrito superficiale e aderenza, rendendo via via più liscia la superficie, e questo, seppure con tempi diversi, è pressocchè inevitabile sia nelle pavimentazioni in pietra (infatti assai scivolose con umido o pioggia) che nei conglomerati bituminosi ma soprattutto in quelli cementizi. Nel cemento, esclusa la “pallinatura”, che ripristinerebbe la scabrosità superficiale ma a costi notevoli, ed esclusi i rifacimenti, impraticabili sia per i costi che per gli improponibili tempi di fermo al traffico, l'unica soluzione efficiente e realmente praticata è la ricopertura con manti superficiali in conglomerato bituminoso, una pratica che è la migliore conferma delle ottime performance del bitume nelle applicazioni stradali, anche se il conglomerato bituminoso dovrà fare i conti con i giunti tra le lastre cementizie.

 

Bitume: l'aderenza si applica, anche in pochi minuti

Nella strada realizzata in conglomerato bituminoso vi è uno strato superficiale, mediamente di circa 4 cm di spessore, che è definito "manto di usura" proprio perché ragionevolmente destinato ad usurarsi e ad essere sostituito o, meglio, riciclato e steso nuovamente con il pieno ripristino delle caratteristiche ottimali, aderenza compresa. Tempi e costi di questa tipologia di manutenzione sono ragionevoli, anche perché riguardano solo i 4 cm superficiali. Inoltre, con la tecnica del riciclaggio, si riducono o non si rendono necessari ulteriori consumi di inerti, ed è recuperabile anche una parte consistente del legante bituminoso.

Ma il bitume rende possibili anche altre efficaci metodologie per il ripristino o addirittura il miglioramento delle caratteristiche di aderenza della superficie stradale.

 

Slurry seal: pochi millimetri di microtappeto e l'aderenza è migliorata

È una tecnica che viene impiegata sia per rendere più sicuri tratti stradali, anche ad elevato volume di traffico, risultati pericolosi per la scarsa aderenza, sia per effettuare manutenzioni che recuperino l'aderenza originale migliorandola, riempiano le eventuali fessurazioni e impermeabilizzino l'intero manto di asfalto.
Si tratta di una miscela di graniglia di origine basaltica, specifica emulsione bituminosa, cemento, filler e acqua, che si miscela a freddo, senza odori ed emissioni, direttamente sull'apposita macchina di posa che la stende in spessori variabili dai 4 ai 9 mm, alla considerevole velocità di 3/4000 mt/h. Costa circa la metà del rifacimento del manto d'usura tradizionale, riduce notevolmente gli spazi di frenata, prolunga la vita utile del manto stradale.

 

Trattamenti superficiali: una nuova "mano" di aderenza

espanditriceE’ particolarmente adatto per strade di campagna e montagna o comunque scarsamente trafficate. Si tratta della semplice stesa di emulsione bituminosa e della sovrapposizione a questa di graniglia di inerti, con successivo passaggio di un rullo compressore e indispensabile passaggio finale di una moto spazzatrice. Questo trattamento ripristina le originali condizioni di aderenza ed è immediatamente praticabile, ma nei primi giorni successivi al trattamento è bene fare attenzione, specialmente i motociclisti, agli eventuali residui di graniglia non legati dal bitume ed erroneamente non rimossi, che rotolando sotto i pneumatici possono causare slittamenti. Il trattamento superficiale può essere effettuato da una macchina posatrice combinata che stende in contemporanea sia l'emulsione che la graniglia, ottimizzando tempi di posa e quantitativi impiegati.

 


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