Lunedì 18 Dicembre 2017
   
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Asfalto e Tecnologie

Macchine e asfalto 3.0

autostradelettricheTempo di motor show a Bologna dove quest'anno è stato presentato un progetto di mobilità sostenibile elettrica: si chiama Grande Melo e vede coinvolte 100 aziende del settore e 40 università riunite dalla Piattaforma tecnologica italiana sulla mobilità elettrica. L'idea è quella di realizzare strade elettrificate che possano consentire alle auto elettriche di ricarsi. In che modo? Attraverso speciali magneti posizionati sia nei veicoli che sotto il manto stradale. Da gennaio 2012 questo ambizioso progetto prende il via, in forma sperimentale, in Lombardia coinvolgendo circa 20 città. Per definire i prototipi e creare strutture idonee i tempi stimati sono piuttosto lunghi. Forse tra una decina d'anni si potrà veder realizzato un nuovo scenario dove i veicoli a emissioni zero sono sempre connessi in modalità wireless e dialogano con le infrastrutture circostanti per ottimizzare gli spostamenti in città e ridurre il traffico.
 

La macchina tappabuche fa notizia. In che senso?

Leggiamo su un famoso quotidiano una "notizia": arriva da Cagliari la macchina in grado di tappare le buche. La città di Pescara l'ha affittata per un mese, a 22 mila euro a settimana (addetti compresi). L'utilizzo è in via sperimentale, ed è dedicato alla manutenzione ordinaria delle strade particolarmente ammalorate di alcuni quartieri della città. La macchina, impiegata da quattro operai, sarebbe in grado di agire nel giro di pochi minuti. Prima pulisce la buca con una sorta di aspiratore, poi spara la breccia di riempimento e infine l'asfalto, steso e livellato da un operatore.

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Partecipazione cittadina

Partecipazione cittadina
Segnaliamo la pioneristica scelta del Comune di Udine, ovvero quella di ascoltare i cittadini che hanno qualche cosa da dire e farsi aiutare da loro per risolvere i problemi più in fretta, e meglio.
L’idea viene definita e.partecipation (ePart) perché dà la possibilità a tutti color che lo desiderino di partecipare attivamente alla vita del comune, esponendo criticità attraverso il web. Il sistema si avvale di un software venduto in abbonamento - il suo prezzo è variabile a seconda del numero di abitanti della città che ne fa richiesta - con il quale è possibile segnalare il disservizio che, attraverso la rete, arriva in tempo reale all'attenzione dell'ufficio competente. Valutata la criticità e la possibilità di intervento, una squadra viene mandata sul campo per risolvere il problema. Il tempo trascorso dal giorno della segnalazione fino al momento della soluzione viene segnalato sul sito.
Questo tipo di modello definito “collaborativo”, si avvale sia della conoscenza che i cittadini hanno del territorio, sia della volontà della pubblica amministrazione di mettersi in gioco.
Dopo un periodo sperimentale durato otto mesi, nella città friulana che sta al passo con l’era digitale il 77 per cento degli abitanti promuove ePart a pieni voti. Quasi la metà delle segnalazioni riguarda la manutenzione delle strade perché, come sostiene lo stesso Assessore alle infrastrutture del Comune, "tenere sotto controllo una città è difficile, e non basta mandare in giro i nostri vigili sui 350 chilometri di strade”.
Segnaliamo la pioneristica scelta del Comune di Udine, ovvero quella di ascoltare i cittadini che hanno qualche cosa da dire e farsi aiutare da loro per risolvere i problemi più in fretta, e meglio.  

L’idea viene definita e.partecipation (ePart) perché dà la possibilità a tutti color che lo desiderino di partecipare attivamente alla vita del comune, esponendo criticità attraverso il web. Il sistema si avvale di un software venduto in abbonamento - il suo prezzo è variabile a seconda del numero di abitanti della città che ne fa richiesta - con il quale è possibile segnalare il disservizio che, attraverso la rete, arriva in tempo reale all'attenzione dell'ufficio competente. Valutata la criticità e la possibilità di intervento, una squadra viene mandata sul campo per risolvere il problema. Il tempo trascorso dal giorno della segnalazione fino al momento della soluzione viene segnalato sul sito. 
Questo tipo di modello definito “collaborativo”, si avvale sia della conoscenza che i cittadini hanno del territorio, sia della volontà della pubblica amministrazione di mettersi in gioco.  

Dopo un periodo sperimentale durato otto mesi, nella città friulana che sta al passo con l’era digitale il 77 per cento degli abitanti promuove ePart a pieni voti. Quasi la metà delle segnalazioni riguarda la manutenzione delle strade perché, come sostiene lo stesso Assessore alle infrastrutture del Comune, "tenere sotto controllo una città è difficile, e non basta mandare in giro i nostri vigili sui 350 chilometri di strade”.

   

Buonasfalto ottimizzato per smartphone

Siamo lieti di comunicarvi che ora buonasfalto è ottimizzato per il mobile.
Attraverso il  vostro smartphone potete quindi navigare su questo sito come dal computer di casa vostra.
Buonasfalto cerca di rispondere all’esigenza del crescente popolo internauta che sceglie e sempre più spesso necessita di reperire informazioni quando è in movimento.
I visitatori che già ci hanno raggiunto con tecnologia smart phone sono informati: alla prossima visita troveranno un buonasfalto più chiaro anche con loro, ma non solo; ora che abbiamo scoperto di avere anche un'utenza mobile, provvederemo a considerare e ricercare, oltre ai contenuti informativi, più contenuti di servizio utili anche per chi è già in viaggio.
In fondo, buonasfalto, nasce in tutti i sensi per favorire chi si muove, no?

   

Super asfalto anti buche: non è un mito ma già una realtà (volendola scegliere)

Asfalto e Tecnologie

Sono molti gli asfalti che resistono, durano e convengono di più. Basterebbe solo sceglierli e usarli. E chi scrive di strade, prima, farebbe meglio ad informarsi; buonasfalto.it esiste anche per questo. Capita spesso di leggere su articoli di giornali o sul web che è nato un super asfalto, e che questa straordinaria "innovazione" potrà finalmente risolvere il problema dell'aderenza, o delle buche o della durata utile, o ancora dell'inquinamento, o addirittura dell'approvvigionamento energetico.

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